La celebrazione della Giornata Mondiale Umanitaria è un’occasione per ricordare coloro che ogni giorno aiutano milioni persone in tutto il mondo, affrontando pericoli e avversità, animati da un grande spirito di solidarietà.
La Giornata è stata scelta dall’Assemblea Generale nel 2009 con la Risoluzione A/RES/63/139 in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni Unite a Baghdad nel 2003 in cui persero la vita 22 persone. È un’occasione per celebrare gli operatori umanitari in servizio in tutto il mondo ma anche coloro che hanno perso la vita aiutando le persone più povere, emarginate e vulnerabili.
L’aiuto umanitario si basa su una serie di principi fondamentali, tra questi: l’umanità, l’imparzialità, la neutralità e l’indipendenza. Agli operatori umanitari deve essere sempre garantito l’accesso nei paesi colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri climatici, al fine di fornire un’assistenza che per molti fa la differenza tra vita e morte.
La risposta immediata alle emergenze è però solo un aspetto del lavoro umanitario. Gli operatori forniscono anche supporto psico-sociale per ricostruire la vita delle comunità, per affrontare le crisi future e mantenere una pace durevole e sostenibile nelle aree di conflitto.
Nel 2015 il numero di persone in emergenza umanitaria ammontava a 125 milioni di cui 60 milioni sono state costrette a lasciare le proprie case.
Direi che è inutile dilungarsi nel spiegare l’importanza della Giornata mondiale dell’aiuto umanitario e gli operatori umanitari.
E’ un’occasione per mettere in evidenza il valore della solidarietà nella difesa dei diritti umani, e per condividere storie di persone che hanno donato il loro tempo per cambiare e rendere il mondo migliore.
Lanciamo un appello alla solidarietà attraverso le parole di Robert F. Kennedy.
Lo scopo della vita è contribuire in qualche modo a migliorare le cose.



